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1.12 Conclusioni

Ritratto di IFAC

Nel presente modulo è stato preso in esame il processo di pianificazione strategica, con particolare riferimento ai servizi, ai clienti e al personale dello studio e al marketing. Si è anche accennato ad altri aspetti della programmazione, quali la necessità di conoscere gli ambienti nel cui ambito si va ad operare. Ogni studio ha bisogno di un suo piano strategico, che ne determini la direzione e la velocità di crescita. A sua volta, ciascun dipartimento o divisione dello studio necessita del proprio piano per garantire che ciò che viene fatto contribuisca al conseguimento dei risultati complessivi. Senza un piano, lo studio non può che procedere in maniera dispersiva, reagendo alle opportunità che si presentano in modo non programmato e nel farlo potrebbe anche svilupparsi in direzioni e con modalità non confacenti ai bisogni dei suoi proprietari. Il risultato finale potrebbe essere il disaccordo tra gli associati, con conseguente insoddisfazione sul lavoro e scarso attaccamento allo studio professionale. Come avviene per qualsiasi programma di viaggio, sono necessari alcuni segnali indicativi, per non perdere di vista il percorso tracciato. I benchmark garantiscono che lo studio viaggi alla giusta velocità, aiutando i suoi titolari a scegliere la giusta direzione in corrispondenza dei principali crocevia. Qualunque interazione tra il vostro gruppo di lavoro e i clienti rappresenta un’opportunità di marketing. Il marketing è infatti un fattore troppo determinante per affidarlo esclusivamente all’associato che se ne occupa o al suo gruppo di collaboratori. Rammentate sempre, durante le fasi di formulazione ed attuazione dei piani, che lo studio professionale si regge sulle spalle delle persone che vi lavorano. Assumere le persone giuste, con l’impostazione giusta, è forse la decisione più importante che dovrete prendere. Una scelta sbagliata dei propri collaboratori avrà conseguenze che vanno molto al di là delle prestazioni individuali: un collaboratore “sbagliato” ha il potere di turbare il lavoro degli altri collaboratori, richiede ai manager più tempo per istruirlo o per “metterlo in riga”, abbassa il morale del proprio gruppo di lavoro se non dell’intero studio e licenziarlo può essere un processo lungo e potenzialmente molto costoso. Elaborare una procedura e degli strumenti per vagliare i candidati ed escludere quelli potenzialmente negativi, assumendo al loro posto candidati con caratteristiche ottimali, richiede un investimento che si ripaga infinite volte. Chiedete ai vostri collaboratori di aiutarvi a trovare i colleghi di lavoro migliori: sicuramente nessuno di loro avrà voglia di lavorare con persone negative, incompetenti o difficili da trattare! Il processo di pianificazione strategica non si conclude mai: si passa, senza soluzione di continuità, dalla programmazione del periodo successivo alla verifica dei risultati ottenuti rispetto a quelli previsti e quindi alla pianificazione del periodo seguente. Cercate di godervi il processo, dato che dedicherete molto del vostro tempo ad occuparvi di programmazione e soprattutto godetevi i risultati ottenuti, una volta che il piano avrà prodotto i suoi frutti.

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