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1.4.3 La "svalutazione" delle informazioni nell'era di Internet

Ritratto di IFAC

Come tutti sanno, un numero di istituzioni sempre crescente, tra cui enti pubblici e agenzie governative, immette grandi quantità di informazioni grezze sui propri siti web. Gran parte di questi dati è accessibile gratuitamente, in specie se la loro diffusione viene considerata di interesse pubblico. Spetta agli utenti selezionare le informazioni di buona qualità, andandole a reperire su siti credibili e con una buona reputazione in termini di affidabilità.
Questa facilità di accesso fa sì che alcuni clienti cerchino informazioni in modo autonomo, per diagnosticare da soli i problemi di cui soffrono le loro aziende, o per trovare soluzioni alle loro problematiche di vario tipo, incluse quelle fiscali. Il rischio che tutto ciò comporta è che non vengano individuate le cause di fondo del problema, o che le informazioni ottenute siano incomplete, portando così all’adozione di soluzioni inadeguate.
I commercialisti e gli esperti contabili chiedono un onorario in cambio della consulenza fornita ai clienti: la consulenza fornita si basa su informazioni (che alcuni clienti potrebbero reperire gratuitamente in rete) ed è tarata sui bisogni specifici del singolo cliente. Di conseguenza, i professionisti dovrebbero puntare sul valore aggiunto (e dunque sul fatto che essi forniscono benefici, ovvero soluzioni e non soltanto informazioni) e “vendere” ai loro clienti il beneficio del risparmio, della sicurezza e della riservatezza garantiti dal loro servizio.

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