partner tecnici

2.2.1 Lo studio professionale individuale

Ritratto di IFAC

Molti studi nascono con un unico titolare, magari un professionista che ha in precedenza collaborato con un altro studio e ha poi deciso di mettersi in proprio. La motivazione potrebbe essere l’esigenza di maggiore autonomia. In alcuni casi a fare questa scelta sono professionisti che rivestivano in passato un ruolo aziendale o nella pubblica amministrazione, che hanno deciso di impartire una nuova direzione alla loro carriera. I motivi e le situazioni possono essere le più diverse, le questioni che ne emergono sono le stesse. Un titolare unico porta su di sé la responsabilità dell’andamento dell’intero studio professionale: la necessità di generare utili; la definizione e il mantenimento di metodologie di lavoro e di principi professionali adeguati; il marketing, la promozione e la vendita dei servizi offerti dallo studio ai clienti attuali e futuri; la conduzione quotidiana dello studio e il reperimento dei fondi necessari per il suo funzionamento. Non è indispensabile che il titolare sia solo, né che sia l’unico professionista nello studio a generare fatturato: spetta a voi decidere con quali modalità coinvolgere altre persone nelle attività dello studio. Dello stile di management che intendete adottare sarà opportuno parlare con gli aspiranti collaboratori, nel corso dei colloqui di selezione del personale. Infatti, è indispensabile che le aspettative e le modalità di lavoro dei vostri futuri collaboratori siano in sintonia con le vostre, soprattutto considerato che questi primi ruoli che andrete a ricoprire risultano determinanti ai fini del funzionamento dello studio. Ad esempio, se il vostro progetto è di incrementare i ricavi senza rinunciare all’esclusiva titolarità dello studio, un collaboratore che punti ad essere associato in tempi brevi dovrebbe essere messo al corrente delle reali possibilità di vedere realizzate le proprie aspirazioni. Se il titolare e i suoi principali collaboratori conoscono le reciproche aspettative, è più probabile che non sorgano conflitti. Un professionista individuale può finanziare il proprio studio attingendo in parte al capitale proprio e in parte all’indebitamento esterno. Anche in questa ipotesi, tuttavia, il titolare sarà l’unico ad essere interamente responsabile degli obblighi assunti dallo studio.I potenziali vantaggi di questo modello sono:

  • La semplificazione del processo decisionale. Il titolare prende le decisioni in totale autonomia o ricorrendo alla consulenza di esperti qualificati e/o di persone, consulenti, collaboratori di sua fiducia. Il processo èrelativamente semplice, veloce e privo di mediazioni articolate e complesse.
  • Nessuna ripartizione degli utili.
  • Il senso di soddisfazione che deriva dal sentirsi autonomi e padroni della propria attività.

I potenziali svantaggi di questo modello strutturale sono:

  • Il titolare potrebbe non possedere tutte le competenze o l’esperienza necessarie per gestire da solo lo studio professionale. Si potrebbero così verificare carenze in aspetti legati alla conduzione dello studio, quali il marketing, lo sviluppo dei sistemi o il controllo di qualità. Tali problemi potrebbero essere risolti affidandosi a specialisti esterni, oppure, qualora le carenze individuate si riferissero ad aree professionali specialistiche, affidando quella parte del lavoro ad altri colleghi o studi professionali oppure a collaboratori opportunamente selezionati.
  • Il titolare dello studio potrebbe avere delle difficoltà nel tenersi aggiornato su tutte le novità normative e contabili, considerata la crescente complessità del contesto economico e finanziario in cui operano oggi gli studi professionali. Più ampia è la gamma dei servizi offerti dallo studio, maggiori saranno le difficoltà ed i rischi a cui si troverà esposto un titolare unico.
  • Se lo studio può contare solo in maniera limitata sul supporto professionale dei propri collaboratori (ad esempio, quello che potrebbe offrire, un dipendente di livello elevato, con una lunga esperienza nel settore, che sia in grado di prendere decisioni in maniera autonoma, senza il controllo di un superiore), il titolare unico dovrà essere costantemente reperibile, anche nei giorni festivi. Essere sottoposto a pressioni di questo tipo può comportare notevoli problemi, anche sotto il profilo della salute.
  • Il fatto che il professionista sia da solo può ridurre la qualità del suo lavoro e magari anche la sua soddisfazione personale. Si potrebbe ovviare a questo servendosi di network professionali (segnalati dall’ordine professionale di appartenenza, da forum di discussione, ecc.).
  • Un unico professionista potrebbe non disporre di mezzi sufficienti a finanziare adeguatamente lo studio. Un livello di capitalizzazione inadeguato, al pari di un indebitamento eccessivo, potrebbe causare allo studio problemi di liquidità o l’incapacità di effettuare gli investimenti necessari (ad esempio quelli in formazione o in tecnologia).
  • Lo studio potrebbe trovarsi a spendere gran parte delle proprie entrate per coprire le spese fisse (quali, ad esempio, canoni di locazione, abbonamenti, immobilizzazioni, licenze software o retribuzioni del personale). Ciò in quanto qualunque impresa deve avere a disposizione un minimo di risorse, che pure possono non essere utilizzate completamente nell’anno in corso.

Commenti

Aggiungi un commento