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2.2.6 Gli studi multidisciplinari

Ritratto di IFAC

In alcuni paesi, gli ordini professionali o gli organismi di regolamentazione potrebbero imporre agli iscritti presso tali enti dei limiti alla possibilità di condividere gli utili con chi non sia iscritto. Le leggi e i regolamenti nazionali potrebbero anche vietare a chi non è in possesso di una specifica qualifica professionale di partecipare agli utili generati dallo studio. [NdT: Le norme vigenti in Italia non consentono la partecipazione negli studi associati di soggetti non iscritti negli albi professionali.] Nelle pagine che seguono si descrive il modo in cui alcuni paesi hanno affrontato la questione, consentendo agli studi professionali di offrire ai propri clienti un’ampia varietà di servizi, assicurando al tempo stesso incentivi adeguati per gli specialisti appartenenti ad altre discipline. Il sistema più diffuso è la creazione di una serie di strutture giuridiche appositamente costituite, di modo che una certa parte del capitale conferito rimanga di proprietà di professionisti abilitati, mentre la parte restante appartenga agli specialisti di discipline diverse. Ad esempio, i primi potrebbero possedere una quota del 50% in una società di consulenza IT, mentre l’altro 50% resterebbe nelle mani degli specialisti informatici. Il sistema è stato adottato da alcuni studi professionali per coinvolgere esperti di finanza o di gestione patrimoniale. Vantaggi del modello:

  • Possibilità di identificare con chiarezza gli obiettivi di ciascuna struttura.
  • Distinguere, dal punto di vista legale, le responsabilità e gli obblighi di pertinenza di ciascuna struttura. zzOgni struttura può dotarsi di un proprio stile.
  • Si eliminano tutte le controversie legate a chi sia il titolare del rapporto con il cliente, dato che i dottori commercialisti ed esperti contabili associati costituiscono l’elemento comune dell’intera catena e sono loro che incidono in modo determinante sulla qualità del servizio fornito. I legami esistenti tra le diverse componenti dello studio professionale consentono di chiarire in maniera non equivoca la gestione dei clienti.
  • Il modello offre buone opportunità per l’offerta incrociata dei servizi professionali resi alle diverse strutture del gruppo.
  • Possono provenire capitale o altri tipi di finanziamenti da un gruppo più ampio di professionisti anche non commercialisti.

I potenziali svantaggi del modello:

  • La struttura non garantisce che le componenti migliori del gruppo abbiano accesso ai finanziamenti interni (ovvero possano attingere ai mezzi finanziari o ai flussi di cassa generati nelle diverse società del gruppo), dato che ogni struttura appartiene a proprietari diversi.
  • La struttura composita del gruppo comporta maggiori obblighi amministrativi, contabili e di rendicontazione.

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