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7.1 Introduzione

Ritratto di IFAC

Il concetto di rischio non è nuovo per i dottori commercialisti e gli esperti contabili e si può affermare che esiste sin da quando hanno cominciato a prestare la propria opera professionale. Ciononostante, le tematiche del rischio e della gestione del rischio rivestono oggi maggiore importanza in quanto, con il passare degli anni, le controversie legali correlate allo svolgimento dell’attività professionale si sono fatte sempre più frequenti ed onerose. Si noterà che nel titolo di questo modulo si fa riferimento alla gestione del rischio, non alla sua eliminazione. Si tratta di una distinzione fondamentale, pregiudiziale per una corretta comprensione del contenuto del Modulo 7, che è da intendersi come una guida alla individuazione e alla gestione dei rischi connessi all’attività professionale dello studio e, solo laddove le circostanze lo consentano, alla loro totale eliminazione. D’altro canto, anche se non è possibile scongiurare molti di questi rischi, è sempre possibile ridurli ad un livello accettabile. Le politiche di gestione del rischio incidono in maniera significativa sulla vita di uno studio professionale: esse svolgono un ruolo di primo piano nella tutela del patrimonio, delle risorse finanziarie e dell’attività e sono rilevanti anche ai fini del rispetto della normativa, di un buon governo societario e di una corretta diligenza professionale. Sintetizzando, si potrebbe affermare che una corretta gestione del rischio equivale a proteggere la reputazione, la credibilità e l’immagine dello studio. Lo studio necessita di una corretta “cultura della gestione del rischio”, che attribuisca il giusto rilievo all’impegno di tutti i componenti dello staff, a qualsiasi livello, a considerare la gestione del rischio come una parte integrante delle proprie attività quotidiane. L’obiettivo di una cultura della gestione del rischio è quello di creare una situazione in cui associati e  staff  cercano istintivamente di individuare i rischi connessi alla loro attività e ne tengono conto in tutte le loro decisioni operative. Una sua caratteristica fondamentale è quella di non essere legata alla posizione geografica o alla nazione in cui si opera, perché i suoi principi sono universali e pertanto validi ovunque. Ogni paragrafo del Modulo 7 è dedicato ad uno degli elementi costitutivi di una cultura di gestione del rischio: le questioni di carattere etico e deontologico e il loro effetto sull’esposizione dello studio al rischio; le modalità con cui vengono accettati gli incarichi conferiti dai clienti e i rischi collegati; le tecniche per ridurre e minimizzare tali rischi; i controlli di qualità e il ruolo fondamentale che essi svolgono nell’aiutare il professionista a gestire il rischio nel corso delle attività quotidiane dello studio; i piani volti a garantire l’operatività dello studio in tutte  le circostanze; le attività di prevenzione, preparazione, risposta e ripristino dell’operatività, qualora il rischio identificato dovesse malgrado tutto sostanziarsi, anche in caso di decesso o invalidità del professionista. Il modulo si conclude con un’analisi delle possibili conseguenze dei rischi in termini di responsabilità e delle forme di copertura assicurativa più adeguate a fronteggiarle.

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