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7.2.2 I principi fondamentali del Codice IESBA

Ritratto di IFAC

Il primo principio: integrità
Il primo principio è costituito dall’impegno ad agire con integrità. In tutte le relazioni professionali e di affari è indispensabile agire in modo onesto e diretto. Integrità significa comportarsi con correttezza e veridicità, dissociandosi da relazioni, dichiarazioni e comunicazioni false o ingannevoli, atte ad occultare od omettere informazioni così da risultare fuorvianti. Quello dell’integrità è stato giustamente presentato come il primo dei principi, in quanto è su di esso che si fonda il comportamento professionale ed è per questo motivo che esso dovrebbe costituire la base su cui costruire lo studio, facendo sì che esso ne pervada tutte le aree. A questo proposito potrebbe essere utile esaminare con attenzione l’organigramma dello studio per accertarsi che il principio dell’integrità venga rispettato e messo in pratica in tutti i settori chiave, ad esempio nell’area marketing e finanziaria, in quella delle risorse umane e naturalmente nei settori operativi. È assolutamente indispensabile che tutte le aree dello studio operino nel pieno rispetto del principio di integrità.

Il secondo principio: obiettività
Essere obiettivi significa non accettare compromessi a livello professionale o economico, modificando la propria posizione o il proprio giudizio professionale sulla spinta di interessi personali, pregiudizi, interessi altrui o pressioni esercitate dall’esterno. L’obiettività individuale potrebbe risentire di una relazione personale o professionale preesistente, portando ad un giudizio falsato. Essere obiettivi significa non farsi influenzare da interessi esterni: il professionista deve assumere le proprie decisioni in assoluta indipendenza ed autonomia di giudizio.
 
Il terzo principio: diligenza e competenza professionale
Tutti gli incarichi devono essere svolti con la massima diligenza e competenza professionale. Il professionista e il suo staff di collaboratori devono essere in possesso delle conoscenze e delle capacità necessarie per svolgere il servizio in modo professionale. Tutto ciò significa che lo studio è tenuto ad adottare ogni ragionevole cura e ad esercitare la massima diligenza nell’applicazione dei principi tecnici e professionali. Con il termine competenza professionale si intende il possesso di determinate conoscenze tecniche e della capacità di eseguire l’incarico in questione. È compito del professionista fare in modo che tali competenze vengano costantemente aggiornate mediante le opportune iniziative di formazione continua. Accettando il mandato del cliente, lo studio si impegna a far sì che il professionista e l’intero staff agiscano in modo responsabile e coerente con la natura e i requisiti dell’incarico ad essi affidato, portandolo a termine con cura e in modo completo e puntuale. Per garantire che tutti i servizi vengano svolti in maniera competente ed accurata è indispensabile assicurare una formazione adeguata e una costante supervisione.

Il quarto principio: riservatezza
Tutte le informazioni sui clienti e sullo studio dovranno restare strettamente confidenziali. Nessuna informazione relativa al cliente potrà essere divulgata all’esterno senza apposita autorizzazione né potrà essere utilizzata per scopi privati o per trarne un vantaggio personale. L’obbligo di riservatezza impone un’attenzione costante, anche nell’ambito delle relazioni all’esterno dello studio. Il principio di riservatezza ammette alcune limitate eccezioni. Il professionista è tenuto a rivelare alcune informazioni qualora il cliente lo autorizzi a farlo o qualora vi sia obbligato dalla normativa in vigore. La legge può prevedere anche l’obbligo di rivelare alcune informazioni in occasione di verifiche sui controlli di qualità o di indagini da parte delle autorità competenti. È anche prevista la facoltà di contravvenire ai principi di riservatezza allo scopo di tutelare gli interessi professionali di un dottore commercialista o di un esperto contabile nel corso di un procedimento giudiziario o al fine di rispettare i principi professionali o deontologici.

Il quinto principio: comportamento professionale
Un tratto distintivo della professione è costituito dall’impegno ad agire nel pubblico interesse. Ciò significa che il principio del comportamento professionale impone al professionista di mettere gli interessi del proprio cliente e l’interesse pubblico davanti ai propri interessi personali. Comportarsi in modo professionale significa anche agire nel rispetto di tutte le leggi e regolamenti vigenti, evitando qualunque azione che possa portare discredito alla professione. Lo stesso principio va applicato anche quando si promuovono o si pubblicizzano i servizi dello studio. La pubblicità deve essere onesta e veritiera e non contenere promesse esagerate o affermazioni che possano screditare il lavoro svolto da altri. Non esiste un’unica definizione di comportamento professionale, che di fatto può essere alquanto soggettivo e legato alle specificità culturali del luogo. Spetta a ciascun professionista osservare e analizzare in maniera critica il proprio comportamento, evitando qualunque azione che possa arrecare discredito alla professione. È indispensabile mantenere un comportamento professionale all’interno e all’esterno dello studio e il professionista dovrà verificare che l’intero staff si conformi a tale principio. L’esigenza di adottare un comportamento professionale vale per numerose aree e in particolare per le attività fondamentali dello studio. Per essere considerato professionale, lo studio dovrà dare prova di saper gestire in maniera professionale qualunque situazione. Come si è detto, il concetto di professionalità si applica anche alle attività esterne dello studio, ovvero alle sue interazioni con i clienti e con i terzi: in tutte queste occasioni lo studio deve attenersi a un comportamento e un atteggiamento professionali.

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